Indirizzarsi per scegliere


Que viva el CEV……………….?
settembre 19, 2010, 9:23 pm
Filed under: politica

Maurizio Cevenini, il CEV, sembrava lanciato verso la carica di primo cittadino, a Bologna, pur non essendosi ancora candidato ufficialmente, quando all’ultima riunione della direzione provinciale del suo Partito, il PD, sono partite le critiche dei concorrenti a sindaco ( Duccio Campagnoli ex assessore regionale alle attività produttive ed ex segretario della camera del lavoro CGIL) e dei capi della corrente neo veltroniana (Senatore Walter Vitali, già sindaco prima di Guazzaloca) che hanno costretto il neo segretario Donini ad impegnarsi a fornire supplementi al programma elettorale ritenuto troppo debole e si sono spinti a chiedere uno slittamento della data delle primarie, sul quale, invece, seppure a fatica, la segreteria ha resistito, negandolo.

Tra i più ” determinati” nella discussione, così come riportano le cronache cittadine, l’assessore provinciale all’ambiente Emanuele Burgin che ha definito il programma proposto “ovattato” buono solo per un candidato “populista” ( Cevenini n.d.a.), l’ex assessore comunale (con Cofferati e concorrente di Del Bono per la sua successione) Virginio Merola che tassativamente vuole discutere approfonditamente dello stesso, oltrechè uno scatenato Campagnoli che si è permesso di reintervenire dopo le conclusioni del segretario provinciale, dando così, dimostrazione della sua “forza” alla riunione della massima assise locale del partito.

Del resto poco tempo fa Ivano Dionigi Magnifico Rettore del nostro ateneo aveva svolte, dalle pagine del venerdì di Repubblica, pesanti accuse di inconsistenza politica a Cevenini dicendo necessario obbligare i migliori a farsi carico dell’onere di amministrare Bologna. Discorso che era già stato fatto, similarmente, dall’ex sindaco il “civico”Guazzaloca che aveva perorato “il governo dei migliori” in accordo con Campagnoli suo principale sponsor dall’interno del PD.

Cosa rimproverano questi signori al CEV? Sostanzialmente di essere troppo popolare ( Cevenini su Facebook vanta circa 5000 amici , Campagnoli ne ha la metà, gli altri Anselmi, Mariucci e la ultima arrivata, la Frascaroli ancora meno), popolarità acquisita con la celebrazione di otre 4000 matrimoni , con la presenza a tutti gli accadimenti sportivi (allo stadio con il Bologna),civili , di costume e della vita cittadina.Ma di non avere opzioni politico-amministrative chiare: un qualunquista che affonda la sua popolarità sui contatti personali di massa.

Ciò può rispondere anche a verità, ma in primo luogo sorge un problema di legittimazione politica: chi decide chi.
Cioè a dire chi decide, in un partito sicuramente democratico quale il PD è , chi può essere in grado di governare Bologna soprattutto alla luce delle disgrazie prodotte dall’incarico dato a DEL BONO.
Certo i contenuti programmatici sono, sempre , una conditio sine qua non, ma questi già da tempo sono stati delineati: il disastro dell’amministrazione DEL BONO non si è verificato per una assenza di contenuti nel programma del sindaco scaturito dalle primarie.
Chi può decidere chi sono i migliori?

Ancora una volta, il popolo del PD, di cui per formazione culturale e politica non faccio parte, ma che rispetto e dal quale mi aspetto molto, sarà costretto a scegliere, tra gli equilibrismi del suo gruppo dirigente, tra la “vecchia” burocrazia sindacale e politica che sbandiererà “pregnanti” contenuti, dal tecnopolo alla vendita delle partecipazioni deli enti locali nelle municipalizzate, dal civis ad una mobilità elaborata da esperti sui generis….che produrrà altri momenti di notevole difficoltà alla città,… etc…, ed un governo “leggero” alla Cevenini che si muoverebbe, forte del suo consenso popolare su una linea , certamente più fluida, ma ispirata dal “senso comune ” (magari gramscianamente inteso) della gente.

Sarà una scelta ardua.

Tuttavia al di là dell’appennino, a Firenze, il giovane Matteo Renzi del PD, trentacinquenne sindaco della città conqiustata con primarie all’ultimo sangue nel suo partito, sta dimostrando di essere in grado di fare scelte positive di buongoverno.
E non solo, ma da quel “ganzo” che è, senza tanti peli sulla lingua, si è permesso di affermare che il nuovo ulivo di marca bersaniana “fa sbadigliare”e che è giunta l’ora di “rottamare ,senza incentivi e di mandare a casa D’Alema, Veltroni e Bersani”.

In generale, c’è molta confusione sotto il cielo: tra “governi di ricostruzione democratica” del Professor Asor Rosa che si sta orientando verso l’astensionismo, il nuovo ulivo di Bersani e Bindi che lascia il centro a Casini ed elabora i due anelli: in quello interno alleandosi con IDV, Verdi e SEL, ed in quello esterno Alleanza democratica con i sinistro federati di PRC /PDCda una parte e dall’altra con Casini, Rutelli, Montezemolo ( senza chiudere a Fini).

Voglio concludere in modo provocatorio, ma sinceramente, anche se la sincerità in politica è il peggiore dei vizi.

Il CEV è certamente un taglianastri ed un presenzialista, forse vacuo ,ma intellettualmente onesto e dubito che possa essere eterodiretto da altri che non siano i suoi fans, cosa per la quale non metterei la mano sul fuoco per gli altri candidati a sindaco, eccezion fatta per Anselmi e la Frascaroli che hanno precisi referenti culturali e sociali.

E questo non è poca cosa di questi tempi!

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