Indirizzarsi per scegliere


Que viva el Cev………..? post numero 2
ottobre 26, 2010, 9:03 am
Filed under: Senza categoria

Intanto auguri di pronta guarigione a Maurizio Cevenini, il CEV, che nel momento in cui stava realizzando “il sogno della sua vita” con una candidatura alle primarie di coalizione che pareva inarrestabile e che con grande probabilità lo avrebbe portato ad essere il sindaco (leggero per i detrattori) della sua adorata Bologna, si è dovuto arrestare in prossimità del traguardo tradito dal suo stato di salute.
Sembra gravi una maledizione sulla città: dopo l’affaire Delbono, la re(i)ssa dei (tra) candidati ( anche nel centrodestra) ed il difficile affermarsi nel centrosinistra di un candidato che aveva i numeri (preferenze beninteso) per superarne il commissariamento ecco, fulmine a ciel sereno, la malattia del CEV!
Di cattivo gusto affermazioni, non disinteressate, che collegano l’attacco ischemico alle fortissime sollecitazioni emotive dovute all’appropinquarsi dell’assunzione di una responsabilità per la qualle lo stesso Cevenini non si sarebbe sentito all’altezza. Quantomeno un segnale di imbarbarimento della vita politica!
Non voglio riprendere valutazioni già fatte sulla consistenza politica del CEV e che riconfermo, vedo, con preoccupazione invece, il protarsi, da troppo tempo, di un declino culturale di conseguenza politico-amministrativo che sta relegando Bologna verso livelli più bassi del vivere sociale non degni della sua tradizione.
Si riapre, infatti, la “canea” di quegli aspiranti sindaci che, obtorto collo, si erano ritirati dalle primarie per timore di magre figure elettorali e si riapre, anche, un “dibattito” che ha ben poco da spartire con concrete (non oso dire lungimiranti) opzioni programmatiche per l’iimediato futuro di Bologna.
Il tutto aggravato dalle pressioni delle lobbies finanziarie, imprenditoriali, editoriali, della curia, delle piccole camarillas……etc., che, al centro od ai margini, fanno comunque parte dell’ establishement cittadino insieme al sistema dei partiti, dei sindacati, delle associazioni di varia natura…..etc.
E’ difficile, in tale situazione, intravedere una via d’uscita, non certo per il ritiro della debole candidatura del CEV, ma per l’assenza di candidature valide per uscire dall’impasse, candidature che dovrebbero rappresentare nuove e pregnanti opzioni progettuali atte a rilanciare Bologna.

E senza essere epressione delle vecchie logiche burocratiche sindacali, partitiche o istituzionali……………………………

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