Indirizzarsi per scegliere


Destra o sinistra per me pari sono……
dicembre 5, 2010, 6:24 pm
Filed under: politica

Prendo spunto dalla risposta di Marcello Veneziani in una intervista del dicembre 1997 sui valori nella cultura di destra, reperibile in Wikipedia: “destra vs. sinistra”.
Veneziani, uomo di destra, di notevole autonomia intellettuale, scrittore, saggista e valente analista socio-politico, alla domanda dell’intervistatore:

“Comunemente pensiamo che sia l’ideologia politica a nascere dai valori, ma non è possibile che, alcune volte, sia l’ideologia politica a far nascere dei valori e ad affermarli?”

Così rispondeva:

“Io ho l’impressione che le ideologie siano una specie di sottoprodotto dei valori. Cioè l’ideologia è il tentativo di sottomettere i valori alle esigenze di partito, perché l’ideologia in sé come espressione vuol dire un sistema di valori. Quindi dal punto di vista, diciamo, formale è una cosa di cui tutti si devono augurare, cioè è giusto che le forze politiche abbiano un sistema di valori. Però vediamo come ha funzionato l’ideologia nei nostri anni Settanta, per esempio. Ha funzionato come sacca di intolleranza, innanzi tutto, quindi come aggressioni, violenze, devo dire da entrambi le parti, e dall’altra parte ha funzionato anche da esaurimento dei valori della ricerca dei principi e da subordinazione dei valori alle esigenze di partito. Per questo è necessario che valorizziamo le idee rispetto alle ideologie e i valori rispetto ai contenitori ideologici, nei quali sono stati spesso costretti a convivere idee anche diverse. Credo che sia necessario superare questa fase. Però dobbiamo anche aggiungere un’altra cosa, cioè che noi ci siamo liberati dalla società ideologica, che era la società che vedeva tutto in funzione di contrapposizioni politiche, ma siamo entrati in una società che non è migliore della precedente, in cui ci sono altre forme di barbarie, altre forme di intolleranza, di noncuranza degli altri. Quindi non credo che, liberandosi dalle ideologie, ci si debba per forza, come dire, sposare ad una società finalmente affrancata da tutto, finalmente libera di esprimersi. Credo che nascano altre preoccupazioni ed altri impoverimenti. Quindi è necessario recuperare il senso dei valori, nonostante le ideologie del passato.”

Pure se datata, risale alla fine del 1997, questa valutazione mi pare molto attuale in una fase di transizione in cui sembra tutto debba confondersi, o meglio, debba essere superato.
Nuovi movimenti si affacciano sull’arena politica all’insegna dell’indifferenza ideologica, l’esempio eclatante è quello di Beppe Grillo con il suo Cinque Stelle, ma anche Dipietro con l’IDV si dichiara nè di destra nè di sinistra, si accodano ai centristi di sempre di Casini i neo-terzopolisti di Rutelli che vogliono conquistare il (piccolo o magari grande) centro, senza lasciare a destra e sinistra, nemmeno l’onore delle armi della difesa dei valori rispettivamente consolidati.

Questo processo ha subito una violenta accelerazione con la fine , ormai prossima, del governo Berlusconi ( non del berlusconismo che invece continua).
Non esistono più distinzioni valoriali, o meglio, si confondono i valori, sia a destra che a sinistra.
Fin troppo facile portare l’ esempio dell'”evoluzione” Finiana, a destra, che ha tralasciato quelli tradizionali di quella parte per lanciarsi, rapidamente, molto rapidamente, a ergersi tutore di una legalità costituzionale basata sullo stato di diritto : cioè a dire dalla autocritica alle leggi razziali fasciste a quella (non esplicitata) alla Bossi-Fini per dare, ad esempio, il diritto di voto agli immigrati.
Si confondono le carte anche a sinistra dove si offusca uno degli elementi fondanti di quella ideologia: la difesa del lavoro inteso come mezzo di riscatto e di affrancamento dalla subordinazione materiale e culturale dalle multinazionali globali che hanno preso il posto dei capitalismi familistici nazionali. Non esistono, più, si pensi alla Fiat, sponde o riferimenti (più o meno unitari) per lottare in tal senso.

La destra e la sinistra tradizionali, d’altronde non danno segnali chiari, anzi, i valori della della giustizia sociale, dell’eguaglianza, della solidarietà(?) …etc. sembrano dimenticati a sinistra, così come la destra storica non parla quasi più di sicurezza, famiglia……etc.
Si discute, invece, con accanimento, su quale sia il sistema elettorale che possa facilitare l’accesso al potere di governo della cosa pubblica, articolando proposte e progetti sulla base dei responsi dei sondaggi pre-elettorali, utilizzando, ad uso delle tifoserie dei talk-shows mediatici la drammatizzazione che il precariato impone ai ricercatori e agli studenti che lottano per la sopravvivenza della cultura nel paese o porta lavoratori immigrati su di una gru per conquistare una esistenza degna di essere chiamata umana etc…..

Per questo, io che, per formazione e cultura, sono da sempre di sinistra, mi trovo d’accordo con Veneziani, intellettuale di destra, quando nel (non molto poi) lontano ’97 affermava come fosse necessario recuperare il senso dei valori nonostante le ideologie del passato………

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